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Jacsonville, Florida
La faccia di Ritchie si tramutò in una smorfia disgustosa: "Per la malora" brontolò con un boccone di carne in bocca, "Ha lo stesso sapore della gomma bruciata!" Fumando di rabbia, conficco la forchetta nella bistecca che scagliò Attraverso la sala del lussuoso ristorante. Il maitre si affrettò a raggiungere …"c'e' qualcosa che non va Nella vostra bistecca, signore?.."Blackmore, posando lo sguardo Verso il suo piatto domandò .."Quale bistecca?.." "quella che avete appena lanciato nella stanza!!!" .. "Oh si,naturalmente" sorrise innocentemente "la bistecca era a posto, è la patata al forno ad essere un po' …troppo cotta" "Molto bene , signore gliene farò portare un'altra" .."No, no, non si preoccupi …" Ritchie prese la patata e la lanciò verso la porta della cucina "Posso avere il conto per favore?"..
The Man in Black
Durante il National Jazz and Blues Festival di Plumpton del 9 aprile 1970, c'erano oltre ai Deep Purple anche lo storico gruppo degli YES, i quali come da accordi presi, dovevano precedere i PURPLE nell'esibizione, lasciando il compito a Blackmore e CO di chiudere la serata. Ma agli YES questo non andava giù e ritardarono volutamente il loro arrivo così avrebbero invertito l'ordine.
Capito l'espediente, Blackmore diede disposizioni al "roadie" di procedere ,alla fine della loro esibizione, dando fuoco agli amplificatori; tutto questo per poco non si trasformò in tragedia ,poiché il palco si incendiò, ma ottenne il risultato voluto: gli YES non suonarono e addirittura il publico osannò la cosa con una miriade di applausi credendo nella teatralità del gesto! Da quel momento iniziò il periodo da piromane per Ritchie che ad ogni esibizione, visto il precedente successo ottenuto, diede fuoco alle sue chitarre (in seguito sostituite da delle copie economiche…) a buon intenditor……
Tratto da un'intervista a R. Blackmore sul n22 - Anno II di H.M
"Credo che tutto ruoti attorno allo strumento della chitarra.Non mi sono avvicinato nemmeno lontanamente a quello che volevo fare con essa e questa è una cosa molto frustante. Il mio sogno più grande sarebbe quello di realizzare una "Renaissance Fair" in America o in Inghilterra. Mi piacerebbe isolare un'area di circa tre miglia, recintarla e installarci un grande padiglione,come si usava fare nel sedicesimo secolo. Ci sarebbero tende per indovini,persone che leggono i tarocchi,chiromanti e poi gare di tiro con l'arco.
Organizzerei l'incoronazione di un re e di una regina, poi uno spazio per un enorme spiedo per arrostire un maiale, e un palcoscenico per un balletto. Mischiati tra la gente, ci sarebbero degli attori pagati e a nessuno verrà permesso di entrare nella Fiera senza essere mascherato.
La gente,dopo aver comprato il biglietto,dovrà togliersi i propri vestiti ed indossare pesanti stivali,cappelli da moschettiere,panciotti e qualsiasi altra cosa del genere. Naturalmente ci saranno dei MENESTRELLI(!!!…n.d.r) e la gente che si presenterà in groppa ad un cavallo avrà accesso gratuito!………
Mi piacerebbe avere una band di otto elementi per suonare musica sfarzosa. Questo tipo di musica mi piace veramente da impazzire. Suoneremmo in occasione di matrimoni o di altre situazioni inconsuete. Mi piacerebbe fare una cosa del genere e alternarla con quello che faccio con i Deep Purple. Sarei conosciuto sotto un'altra veste e il pubblico per il quale suoneremo non sarebbe composto da rock'n'roll fans ed io sarei semplicemente un altro chitarrista che suona il flauto dolce e tutti altri tipi di strumenti.P enso di avere un bel repertorio di musica del seicento, l'unica cosa da fare è quella di trovare altri musicisti."
Cari fans di Ritchie,questa intervista dovrebbe essere stata fatta nel periodo dell'uscita di "house of blue light",e…..la dice lunga sul fatto che chi davvero desidera una cosa……A risentirci e ,se vi va,mandatemi un e.mail a riguardo delle vostre impressioni su questa nuova rubrica,quale sezione vi piace di più,quale di meno…e SIATE CRUDELI!!!!! (
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Da un'intervista del 1996
"Ho provato ogni tanto a dialogare, ma avrei avuto più successo a parlare con un mattone… Con GILLAN riuscivo a parlare un po' all'inizio del tour in Italia ma poi, visto che le cose non funzionavano, ho lasciato perdere del tutto. Una volta ,considerando, che non non so per quale motivo lui non si studiava i testi di "talk About Love" e "A Twist In The Tale" , oltre che quelli di altri brani, dissi a Jon Lord: "Prova tu se riesci a fargli capire che non può andare sul palco ogni sera a fare il giullare senza impararsi i test". Jon mi disse "Ok, ci provo".
Ma i risultati furono comunque deludenti. Tutto questo mi fa andare in bestia, perché la gente paga per vedere i nostri concerti, ed anche tanti soldi. Alla fine decisi che non valeva più la pena di arrabiarmi ed ogni volta che Gillan mi si avvicinava, ero io ad evitarlo… OK?
Da un intervista a Steve Morse su guitar club ,n° 6 giugno 1996
Recentemente John Stix , l’editore della rivista americana Guitar Player , mi ha fatto fare un blindfold test (ascolto ad occhi chiusi ) e mi ha fatto ascoltare un brano che ovviamente non conoscevo. Così dissi : “questo sì che sa suonare!”…ed era Ritchie!!! …Ritchie ha lasciato i Deep Purple senza creare loro dei problemi, non ha detto “ me ne vado e non potrete usare il nome Deep Purple “ ,cosa che avrebbe potuto benissimo fare dal giorno dopo.
E’ successo molte volte nella storia di altri gruppi famosi. Questo è quello che so di Ritchie , oltre a stimarlo come chitarrista. Io mi sento onorato nel fare i suoi assoli con i Deep Purple .
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