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MI PRESENTO... Are you ready? Salve a tutti i fan dei Deep Purple ed in particolar modo di Ritchie!!!! Io sono Silvio,classe 1961,chitarrista da circa 20, praticamente cresciuto a pane e "Made in Japan"! Spero di esservi d'aiuto per quanto riguarda il lato chitarristico della band e tutto ciò che riguarda il mondo della nostra "ascia"....parleremo infatti, in questa nuova rubrica gentilmente messami a disposizione dall'art director Stefano Serafinelli, che colgo l'occasione per ringraziare e salutare, di tutti quei problemi che, ahinoi, ci affliggono puntualmente quando prendiamo il nostro strumento in mano e tutto il resto.... P
arleremo del nostro eroe, il quale non finirò mai di ringraziare per avermi permesso di potergli stringere la mano in quella serata fantastica dopo il concerto di Napoli, di aver realizzato un mio sogno che pensavo ormai fosse irraggiungibile.... It's a really fantastic!!!!! Let's go!!!

IL MIO INCONTRO CON RITCHIE (HOTEL S.GERMANO(NA) 31/01/2000 - 03.00 a.m.)
Mi ricordo che in quel periodo, prima di Natale, circolavano alcune voci in giro di un possibile evento di natura sensazionale: Blackmore in Italy!!! Sarà vero? Dove? A Napoli???? Non è possibile…, non ci credo…e invece sì, era tutto vero!
Devo fare di tutto, pensai, per coronare un mio sogno: stringere la mano alla leggenda umana, colui che mi ha fatto sognare più di tutti con i suoi lick, i suoi soli pieni di una intensità emotiva che difficilmente si riscontra in altri suoi illustri "colleghi", il tocco, la fluidità e l'intelligenza dei suoi fraseggi, mai scontati, sempre imprevedibili, con quelle frecciate di genialità paragonabili ai più grandi mostri della musica classica del passato ed infine una qualità che purtroppo ancor oggi troviamo in pochi axeman: un grande ed immenso cuore messo totalmente al servizio per creare eventi emotivi di grande impatto musicale.
Sapevo che a Napoli gli organizzatori che avevano fatto in modo di realizzare lo storico evento potevano essere facilmente reperibili da parte mia in quanto, in quel periodo, svolgevo un ruolo di gestore-dimostratore in un piccolo punto vendita specializzato esclusivamente in chitarre ed accessori, dove mi occupavo anche di liuteria. Un bel giorno, mentre stavo regolando una Strato, mi entra nel negozio una simpatica ragazza con i manifesti del concerto: conoscevo il responsabile dell'evento il cui nome era scritto in piccolo alla fine della locandina:wow!!!! Pensai, è quasi fatta!
Ma la cosa non fu così facile, anzi…. Mi presentai al concerto circa un'ora prima dell'inizio, in quanto sapevo di poter riuscire ad entrare insieme al servizio stampa, come d'accordo con l'organizzatore. Purtroppo le prove erano già finite da un pezzo…pazienza pensai, se deve succedere, succederà! Finalmente il concerto inizia, già so che non avrei approvato le recenti scelte musicali che Ritchie aveva intrapreso, ma tuttavia le rispettavo, come era giusto che fosse.
Al di là del genere, la sua performance fu precisa ed impeccabile, con un tocco da far invidia al più scaltro dei jazzisti o chitarristi classici di fama mondiale, con una scelta di note che hanno messo in risalto il suo innato gusto musicale, con una tecnica estremamente efficace messa sempre al servizio dell'estro compositivo del nostro eroe, mai il contrario….
Dopo due ore circa, dopo svariati bis, Ritchie ci saluta con Black Nigth: ragazzi, è l'apoteosi!!! Dietro di lui il nulla, il vuoto assoluto! Mi appresto ad andare, coperto dagli addetti stampa, alle spalle del palco dove e' dislocato il camerino di Blackmore: solo pochi riescono ad intervistarlo, le forze dell'ordine costruiscono praticamente un muro, ahimè invalicabile.
Non ci riuscirò mai. Pensavo, è un'impresa irrealizzabile…ormai l'orologio segnava senza pietà le 02.00,…."Ritchie it's go"…disse un addetto alla security dello stesso, e' andato via…. Se ne era andato guadagnando un'uscita praticamente sconosciuta ai più, lasciandomi lì senza alcuna speranza. Rassegnato, stavo ormai lasciando quel posto con una delusione e rabbia davvero indescrivibili che mi procuravano un malessere innato, quando una voce magica mi chiamò sul cellulare: era il mio amico organizzatore, che mi stava dicendo praticamente dove alloggiava Ritchie con i suoi musicisti per quella data:yeahhhhhhh!!!!! Praticamente volo, mi precipito all' hotel da lui menzionato, ormai era fatta!
Quando entrai nella hall dell'albergo, la mia mente ormai era piena di milioni di interrogativi,….come sarà? Rimarrò deluso da questo incontro? Riuscirò comunque a parlarci?…mia moglie aveva deciso di seguirmi ormai rassegnata, sicura che ciò non sarebbe mai avvenuto ma non fu così. Chiesi alla reception dove si trovassero i musicisti che erano lì alloggiati, l'impiegato mi fece segno ed erano lì, seduti nella hall dell'anticamera antecedente la sala del bar. Parlai cinque minuti con uno di loro, facente parte del gruppo italiano che da un po' di tempo aveva il compito di aprire quello che sarebbe stato poi il concerto vero e proprio di Blackmore.
Mi disse di non pronunciare assolutamente il nome "Deep Purple", in quanto ciò lo avrebbe fatto infuriare….vi lascio immaginare. La prima a scendere dalla propria camera fu la bionda Candice, sua compagna e cantante dell'attuale formazione, e subito dopo lui. Praticamente era a due metri da me, io rimasi immobile, non parlai, lui mi fissava. Fece segno al musicista seduto al mio fianco di seguirlo all'angolo bar dove ordinò una birra. Ero completamente paralizzato, tuttavia mi feci coraggio e iniziai ad avvicinarmi. Fu in quel preciso istante che entrò il mio amico organizzatore e come se niente fosse esordì dicendo: Ehi Ritchie, this is my friend, e is your fan"…Ritchie mi guardò e disse senza scomporsi porgendomi la mano: ok, ok….in quell'istante mi si annebbiò praticamente tutto attorno, vedevo solo lui, lì, davanti a me che mi fissava con uno sguardo di ghiaccio ma sereno, quasi amico.
Presi dalla tasca della giacca un pacchetto regalo che avevo preparato per lui, una tracolla vintage Fender e gliela diedi. Lui la prese e mi disse: no bomb? E aprì il pacchetto abbastanza soddisfatto di quel gesto che evidentemente non si aspettava, io già sentivo un atteggiamento più amichevole nei miei riguardi….ragazzi vedevo nei suoi occhi i palchi di tutto il mondo, la storia del rock era li davanti a me…non ci credevo ancora.
Tirai fuori dalla tasca la mascherina posteriore della mia Stratocaster e lui me la autografò dicendo: ah, very original, dopo essersi accorto che non era un semplice pezzo di carta e disse: you play guitar? Very good…. ormai il muro era crollato, chiamai mia moglie che nel frattempo si era leggermente messa da parte, Ritchie le strinse la mano e ci permise una foto assieme……tutto questo fu davvero indimenticabile, ancor oggi ricordo come se fosse ora quel momento.
Spero di non avervi annoiato con questo mio racconto un po' lungo, ma meritava di esserlo, ok?
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